L’ansia giovanile: appunti e letture per affrontarla insieme

In questo articolo parlo di:

  • Cos’è l’ansia?
  • I campanelli d’allarme dell’ansia giovanile
  • Parlare di Ansia nei giovani è solo una moda è un’emergenza reale?
  • L’esperienza della dott.ssa Tonya Crombie nell’aiutare i giovani ad affrontare l’ansia e lo stress
  • Come genitori, insegnanti ed educatori possono aiutare i giovani che soffrono di ansia e stress
  • Letture di approfondimento consigliate
Ansia giovanile: come affrontarla- Letture utili per genitori e insegnanti

L’ansia giovanile: parliamone insieme

Chi come me lavora con adolescenti, giovani adulti e le loro famiglie si trova a dover gestire, direttamente o indirettamente, non solo aspettative positive, sogni e progetti, ma anche ansie, preoccupazioni e difficoltà emotive più o meno marcate.

Alcuni campanelli di allarme, se non colti e affrontati in tempo, possono determinare il successo o il fallimento dell’esperienza di studio all’estero di uno studente, nonostante il suo entusiasmo e la sua buona volontà.

Uno di questi campanelli di allarme è l’ansia giovanile.

Ansia Giovanile negli adolescenti e nei bambini: esiste veramente?

Ho avuto modo di approfondire l’argomento dell’ansia giovanile di recente, nell’ambito dell’evento “Education as Relating virtual conference”del Taos Institute di November 2021.

Uno dei seminari a cui ho assistito, nel corso di questo convegno, si intitolava “A different way to think about Anxiety in the classroom”.

Il seminario è stato tenuto dalla bravissima Dr Tonya Crombie, che da anni – con l’organizzazione Guidance For the Future– segue come life coach genitori e insegnanti, per aiutarli ad aiutare gli studenti che soffrono delle di ansia e dei suoi effetti.

Una cosa è certa:

Parlare di ansia in età giovanile non è una banale moda.

Posso personalmente testimoniare che è molto frequente, durante i colloqui conoscitivi con i miei studenti, ascoltare frasi come:

Sono una persona ansiosa”,

Le interrogazioni mi fanno venire l’ansia”,

I test mi mettono ansia”,

e altre declinazioni dello stesso argomento.

I miei studenti non sono soli, e questo già da molti anni.

Le statistiche riferite ai giovani americani dicono che almeno un terzo di loro ha difficoltà a gestire la propria ansia, e che il 70% dei propri problemi quotidiani è causato o correlato all’ansia e allo stress.

L’età di questi studenti è spesso molto bassa: parliamo di studenti in età da scuola elementare, già ansiosi e stressati, per varie ragioni.

Cos’è l’ansia?

L’ansia è una reazione normale del cervello limbico, e deriva dalle nostre origini “animali.

In natura, il cervello reagisce alle minacce, vere o presunte, in 3 possibili modi:

  • Fight ovvero combattendo la minaccia
  • Fly ovvero scappando dalla minaccia
  • Freeze ovvero rimanendo immobili, in modo più o meno volontario

In teoria è un meccanismo di facile comprensione.

In pratica, spesso chi soffre di ansia grave non ha gli strumenti adeguati per gestirne gli effetti, specialmente nel caso di adolescenti e pre-adolescenti.

A questo si aggiunge lo stigma sociale, o, in altri casi, un atteggiamento di sufficienza da parte di chi ascolta, che tende a sminuire il problema e anche i suoi effetti, facendo sentire solo e poco compreso chi ne soffre.

Tonya Crombie e la sua organizzazione aiutano famiglie e insegnanti in vari modi, come la stessa Coach descrive nel suo libro “Stop Worrying About Your Anxious Child: How to Manage Your Child’s Anxiety So You Can Finally Relax

L’approccio usato da Tonya Crombie è suddiviso in step, e ho trovato questo metodo molto interessante anche per la sua applicabilità pratica da parte di genitori, educatori e consulenti.

Passo 1: Riconoscere il problema e non minimizzarlo o ignorarlo

Riconoscere uno studente ansioso potrebbe non essere facile, in quanto i sintomi sono variegati.

Uno studente ansioso reagisce in modo diverso secondo le situazioni e la propria personalità.

Può diventare aggressivo (la reazione “fight”), oppure mostrare grande indecisione rispetto a scelte banali e tergiversare senza apparente motivo (la reazione “freeze”).

Altri reagiscono a situazioni di stress e ansia con la reazione “fly” ovvero cercando di sparire “dai radar” del proprio insegnante o genitore, nascondendosi, facendo assenze ingiustificate, distraendosi facilmente da attività e lezioni o persino addormentandosi in classe.

Improvvisi cambiamenti nelle performance scolastiche, nella partecipazione in classe, cambiamenti di comportamento, ritardi nel consegnare i compiti, paura di esporsi e partecipare a situazioni sociali abituali, sono tutti segnali da non sottovalutare.

Passo 2: Non aggravare l’ansia con lo stigma

L’ansia fa parte del nostro essere umani.

È inoltre un fenomeno contagioso, e può scatenare un corto circuito familiare o di classe molto difficile da affrontare.

Per questo è importante isolare il sentimento, le cause che lo hanno provocato, per evitare che tutte le persone coinvolte nella vita quotidiana dello studente ansioso diventino anch’essi soggetti ansiosi e aggravino, con il proprio approccio, la situazione di disagio del diretto interessato.

Passo 3 Normalizzare e accettare l’ansia

La società delle immagini in cui viviamo, i social, la tv e i video con moltissimi like mostrano un mondo in cui è tutto perfetto, ritoccato e bellissimo, in cui conta il successo ma non il percorso per raggiungerlo.

Spiegare ai giovani che dietro ogni immagine sui social c’è una storia, fatta anche di dubbi e sfide quotidiane, è fondamentale per aiutarli ad accettare le proprie difficoltà.

Non è possibile essere sempre positivi davanti a ogni difficoltà, e la paura e l’ansia sono reazioni possibili e normali. Questa verità, che spesso persino noi adulti fatichiamo ad accettare, va condivisa con i più giovani.

Inoltre, spesso l’ansia è uno stimolo, entro certi livelli, che ci rende ciò che siamo.

Dietro uno studente ansioso spesso c’è un perfezionista, o una persona molto empatica che deve ancora imparare a gestire questo suo dono, o un talento artistico non incanalato nel modo giusto.

Per alcuni, l’ansia è un passaggio momentaneo di crescita, per altri è un lato stabile della propria personalità: accettare questo significa accettare se stessi.

Secondo le parole di Tonya Crombie dire “E’ il modo in cui funzioni, è il modo in cui sei, e non sei il solo” è il primo passo per rendere tutto meno difficile.

Passo 4: Imparare a gestire l’ansia

Chi ha praticato yoga o mindfullness lo sa: concentrarsi sul respiro spesso aiuta a risolvere le situazioni di disagio sociale o personale.

L’ansia non fa eccezione.

Insegnare ai giovani vicini a noi a notare il momento in cui l’ansia li sta sopraffacendo, e insegnare loro le tecniche di respirazione di base li può aiutare a gestire lo stress e l’ansia più di mille altri consigli.

Qualora questo non fosse sufficiente, la cosa migliore per i genitori è proporre un aiuto esterno ai propri figli, che sia un supporto psicologico o un life coach.

Spesso un percorso più approfondito di conoscenza di sé stessi permette di affrontare ansia e stress in modo migliore, non solo oggi ma anche per il futuro.

Un consiglio finale per affrontare l’ansia insieme ai nostri giovani

A educatori e genitori di ragazzi ansiosi, Tonya Crombie consiglia di concentrare sui punti di forza dei giovani ansiosi, e non sull’ansia stessa.

Uno studente ansioso non è solo questo: non c’è solo l’ansia.

Ci sono le sfide superate, i successi- anche piccoli- ottenuti, la crescita personale realizzata fino a quel momento, gli interessi e quello che stimola la loro curiosità.

Cambiare prospettiva, da negativo a positivo, adottando una growing mindset, un approccio che guardi alle opportunità e non ai problemi.

Questo è l’insegnamento generale che tutti, indipendentemente dall’età, dovremmo trarre.

Cosa ho imparato io da questo seminario?

Il seminario sull’ansia giovanile e i consigli e strumenti condivisi dalla speaker mi hanno lasciato molti insegnamenti utili.

Prima di tutto una consapevolezza: la pressione sulle nostre vite è tantissima, e inizia già in tenera età.

L’ansia è la reazione più normale al nostro modo di vivere: possiamo accettarla, e disinnescarla con nuove abitudini e nuovi modi di pensare.

Dipende da noi, per noi stessi e anche per gli altri intorno a noi.

Cosa posso fare io per non aggravare l’ansia giovanile nei miei studenti?

Posso, per esempio, cambiare il mio approccio durante i colloqui conoscitivi e di selezione degli studenti. Come?

Per esempio, non demonizzando i test di ammissione e le procedure di selezione per college e scuole estere, e aiutando gli studenti spiegando il più chiaramente possibile come si svolgono, come possono prepararsi al meglio e come possono gestire il tempo e le scadenze.

O ancora, non dicendo più frasi come “Questo college è troppo selettivo per te”, e invce dicendo “Probabilmente questo altro college è più adatto alle tue attitudini”.

Posso affrontare con gli studenti eventuali esiti negativi di un test di ingresso in modo propositivo, sottolineando comunque i lati positivi dell’esperienza, gli esiti positivi ottenuti da cui partire per costruire per il futuro.

Soprattutto, posso provare a spostare l’attenzione su conoscenze e skills su cui lavorare nell’ottica di un miglioramento, piuttosto che inviare i risultati in modo freddo e impersonale e incrementare sentimenti di ansia e stress.

E’ proprio vero che non si finisce mai di imparare e di migliorarsi!

ANSIA GIOVANILE E COME AFFRONTARLA:
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Antonella Crisafulli
Antonella Crisafulli

International Educational Consultant e Orientatore per percorsi di studio all’estero in scuole superiori e università e vacanze studio.
Aiutare gli studenti a trovare il percorso di studi all’estero più adatto alle loro aspirazioni è quello che amo del mio lavoro.
Non concordo con chi definisce i “giovani di oggi” in modo negativo. Dietro insicurezze, atteggiamenti baldanzosi o silenzi, si nascondono sogni, progetti e potenzialità tutte da scoprire.
I miei interessi spaziano dalle lingue straniere all’interculturalità, alle neuroscienze e la pedagogia, la didattica, la psicologia, il marketing, l’arte.
Il bello di questo lavoro è anche che tutto ciò che imparo in modo autonomo mi “aiuta ad aiutare” in modo più consapevole.
Su questo sito web e blog condivido idee e informazioni per le famiglie e gli studenti interessati a intraprendere un percorso di studio all’estero.

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