Studiare all’estero è un’occasione incredibile per chi parte.
E invece, chi decide di non partire: fa una scelta sbagliata?
Si parla spesso dei motivi per cui ragazzi e ragazze decidono di studiare all’estero: lingua, esperienze di crescita, nuova cultura, migliori opportunità per il futuro, o semplicemente per mettersi alla prova in un contesto scolastico e culturale diverso.
Tuttavia, si parla poco dei motivi per cui tanti altri studenti decidono di non partire.
Non parlo di chi vorrebbe studiare all’estero ma non è purtroppo possibile, perché lo impediscono motivi familiari, economici o mancanza di requisiti linguistici o di media scolastica.
Parlo dei casi nei quali le condizioni di base sarebbero presenti (budget familiare, livello di conoscenza dell’inglese, media scolastica), ma restano delle perplessità molto forti verso l’esperienza di studio all’estero, oppure non c’è proprio l’interessa a viverla, sia essa in boarding school alle superiori o all’università.
Stessi genitori, figli con personalità diverse
A volte anche tra fratelli, quindi nella stessa famiglia, ci possono essere attitudini molto diverse rispetto a questa opportunità.
È una sensazione che conosco bene, essendo stata io- per la mia di famiglia- quella avventurosa e sempre curiosa di partire, mentre intorno a me altre persone non lo erano.
Grazie all’esperienza nel mio lavoro di educational consultant e la formazione da orientatrice, ho capito che studiare all’estero non è obbligatorio, e non è necessario per tutti.
Chi è radicato, ha salde radici, sta bene nella sua situazione attuale, vede prospettive e possibilità future nel suo contesto o in Italia in generale, anche senza dover partire, non è da meno di chi ha uno spirito avventuroso e curioso.
Non è sbagliato, ha semplicemente altre prospettive, una fiducia diversa nelle sue possibilità e un senso di realizzazione differente, né migliore né peggiore di chi parte.
Per questo può succedere che genitori che non hanno potuto avere queste opportunità decidano di proporle ai figli, ricevendo inaspettati rifiuti, e che alcuni ragazzi debbano faticare non poco per convincere genitori reticenti a lasciarli partire, a far capire loro che ne vale la pena.
È paradossale, lo so, ma succede più spesso di quanto non si pensi. Ma il punto non è questo.
Studiare all’estero: una scelta da affrontare con consapevolezza grazie all’orientamento
Il punto è che decidere di studiare all’estero, che sia per un anno scolastico alle superiori, il diploma all’estero, un corso di laurea o un master, dovrebbe essere una scelta ponderata, mai imposta, ragionata e sentita dai diretti interessati.
Vanno indagate le motivazioni reali, che non sia una fuga a tutti i costi, che non ci siano illusioni fumose, che si abbiano strumenti per affrontare le sfide di un’esperienza all’estero, e che ovviamente non si decida di partire per fare contenti i genitori.
Per aiutare gli studenti e le loro famiglie a capire se studiare all’estero è effettivamente la scelta giusta da prendere, ho previsto dei colloqui di assessment, su modello di colloquio proprio dell’orientamento, in ogni percorso di consulenza che svolgo.
Che si tratti di università o di scuola superiore all’estero, di percorsi a breve termine o di lunga durata, affrontare i diversi dubbi e preoccupazioni in colloqui individuali aiuta a chiarire i punti di vista e prendere la decisione giusta per sé.
A volte, se i dubbi sono tanti, separo i colloqui dall’intero percorso di supporto e consulenza, proprio per lasciare tempo a studenti e studentesse e ai loro genitori di riflettere poi sui risultati dei colloqui, e valutare con calma se impegnarsi nella ricerca di opzioni di studio all’estero e domande di ammissione o aspettare o rinunciare (almeno per il momento).
Sempre per lo stesso motivo, ritengo sia molto importante svolgere questi colloqui con largo anticipo rispetto alle eventuali scadenze di ammissione o iscrizione, sia per togliere dalle spalle degli studenti il peso di dover decidere rapidamente per non rischiare di perdere opportunità, sia perché molte volte la scelta non è tra si o no, ma richiede tempo per riflettere, alla luce di nuove considerazioni che emergono in orientamento.
Vale anche per i genitori, che spesso non si aspettano alcuni esiti dei colloqui e necessitano di tempo per metabolizzarli, o organizzarsi di conseguenza.
Se stai quindi pensando ad un’esperienza all’estero per te o per i tuoi figli, e senti di voler affrontare dubbi e paure con un altro punto di vista, un percorso di orientamento è lo strumento giusto.
Parliamone.
Contattami per un primo colloquio conoscitivo per mettere a fuoco la situazione di partenza e le considerazioni da affrontare insieme.
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International Educational Consultant e Orientatore per percorsi di studio all'estero in scuole superiori e università e vacanze studio.
Aiutare gli studenti a trovare il percorso di studi all'estero più adatto alle loro aspirazioni è quello che amo del mio lavoro.
Non concordo con chi definisce i "giovani di oggi" in modo negativo. Dietro insicurezze, atteggiamenti baldanzosi o silenzi, si nascondono sogni, progetti e potenzialità tutte da scoprire.
I miei interessi spaziano dalle lingue straniere all'interculturalità, alle neuroscienze e la pedagogia, la didattica, la psicologia, il marketing, l'arte.
Il bello di questo lavoro è anche che tutto ciò che imparo in modo autonomo mi "aiuta ad aiutare" in modo più consapevole.
Su questo sito web e blog condivido idee e informazioni per le famiglie e gli studenti interessati a intraprendere un percorso di studio all'estero.