Anno scolastico all’estero: Normative e Riconoscimento

L’anno scolastico all’estero durante gli anni di scuola superiore, come anche il trimestre o semestre all’estero, è riconosciuto secondo le normative MIUR sulla mobilità studentesca.

Pochi ma fondamentali i passaggi da seguire per il riconoscimento dell’esperienza di studio all’estero al rientro nel proprio liceo Italiano.

Vediamoli insieme.

L’anno all’estero secondo le normative MIUR

Secondo la normativa ministeriale vigente, l’Anno scolastico all’estero è la possibilità, per gli studenti delle scuole superiori italiane di frequentare un periodo di studio all’estero in high schools appartenenti al sistema scolastico del Paese ospitante.

Questa opzione permette di rientrare in Italia senza perdere l’anno o essere bocciati.

Anno scolastico all'estero: riconoscimento e normative MIUR

Le regole principali per frequentare un anno all’estero riconosciuto:

  • E’ possibile iscriversi per Massimo 1 anno scolastico.
  • Sono validi anche periodi inferiori, come un trimestre, quadrimestre o semestre all’estero.
  • E’ possibile partire al primo, secondo, terzo o quarto anno di scuola superiore.
  • Le partenze al Quinto Anno vanno invece valutate solo se la scuola ospitante consente il conseguimento del diploma all’estero, opzione da verificare prima dell’iscrizione, già durante il colloquio informativo iniziale.

Quando l’anno all’estero è riconosciuto?

L’anno all’estero è sempre riconosciuto, a patto che si rispettino alcuni passaggi formali rispetto alla scuola superiore italiana di provenienza.

La base giuridica è la Nota della Direzione Generale Ordinamenti Scolastici prot. 2787 del 20 aprile 2011 – Ufficio Sesto, avente per oggetto: “Titoli di studio conseguiti all’estero”, al Titolo V- Soggiorni di studio all’estero, e successive.

Da questa si ricava, in particolare che i passi da seguire per fare un anno all’estero riconosciuto sono:

  1. Dopo l’iscrizione ad una scuola superiore estera o a un programma exchange, inviare la lettera di conferma iscrizione al programma o scuola estera alla segreteria della propria scuola superiore;
  2. Comunicare al coordinatore di classe o di istituto (o equivalente responsabile per le esperienze di mobilità all’estero) tale iscrizione;
  3. Se richiesto dalla scuola italiana, firmare il patto formativo genitori-studente-scuola italiana;
  4. Se in possesso dello studente, inviare già prima della partenza alla scuola italiana i programmi di studio esteri o linee guida sui programmi di studio previsti per il periodo da trascorrere all’estero;
  5. Prima del rientro in Italia, richiedere alla scuola superiore estera la pagella finale (o documento equivalente) e un certificato di frequenza del periodo frequentato (o documento equivalente);
  6. Consegnare tali documenti alla segreteria della scuola superiore italiana.

È possibile che la scuola italiana richieda la traduzione di tali documenti, semplice o giurata.

È altrettanto possibile che venga chiesta una dichiarazione di valore di tali documenti, rilasciata dal Consolato o Ambasciata Italiana competente all’estero, anche se tale disposizione di solito è prevista più per i diplomi conseguiti all’estero, che per il semplice anno o semestre di scuola all’estero

È quindi importante verificare tali aspetti con la propria scuola superiore per tempo, perché la stessa ha autonomia rispetto alla documentazione da presentare.

Sembra complicato? Non preoccuparti!

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Esami integrativi e crediti scolastici al rientro dall’anno all’estero

Le circolari MIUR lasciano ampia autonomia ai singoli istituti scolastici italiani, pur dando delle linee guida nella Nota Ministeriale nr. 843 del 2013.

Per esperienze di un anno scolastico all’estero, il Miur prevede che:

  • Il percorso formativo venga valutato in base a pagelle e documenti della scuola estera;
  • Ai fini dell’ammissione alla classe successiva, sia possibile sottoporre lo studente a prove integrative;
  • I crediti formativi vengano assegnati come valutazione globale, sia del percorso formativo estero che dell’esito delle prove integrative (se presenti);
  • Le prove integrative non possano essere le stesse previste per altre casistiche (es. recupero di debiti scolastici) o esami di ingresso e ammissione.
  • Le modalità delle prove integrative, tempi e contenuti vengano stabilite dal consiglio di classe.

È pertanto consigliabile, prima della partenza, chiedere tali informazioni alla propria scuola superiore, in modo da poter programmare il proprio percorso di studio sui programmi italiani.

Per esperienze di un trimestre, quadrimestre o semestre all’estero con rientro durante l’anno scolastico italiano, Il Miur prevede che:

  • L’assegnazione di valutazioni sulla base di quelli esteri, per le materie di insegnamento comuni;
  • Per le materie non presenti nel programma estero, venga prevista la valutazione al rientro sugli argomenti principali del programma.

Tali indicazioni sono linee guida generali, e pertanto è sempre raccomandabile mettersi in contatto con il proprio istituto scolastico italiano e chiedere anticipatamente le prassi seguite per crediti, interrogazioni al rientro, tempi di recupero del programma e quant’altro, in modo da poter organizzare il proprio studio per tempo.

Debiti scolastici pregressi e bocciature: si può fare l’anno all’estero ugualmente?

Le circolari MIUR riferite alla mobilità all’estero degli studenti italiani teoricamente consentono agli studenti di partire per un anno all’estero anche se, in passato, lo studente ha avuto una bocciatura.

La realtà tuttavia è che spesso i limiti di età e i requisiti di media scolastica delle scuole estere non permettono l’iscrizione a studenti che siano stati bocciati in passato, tranne rare eccezioni.

Con riferimento ai debiti scolastici prima della partenza, essi vanno recuperati prima di iniziare l’anno o semestre all’estero.

In tal caso, bisogna pertanto assicurarsi che la scuola di provenienza consenta all’organizzazione di una sessione di recupero anticipata, prima della data di partenza per l’anno o primo semestre all’estero. In caso contrario, il rischio è la bocciatura in Italia.

Domande frequenti sul Riconoscimento dell’Anno all’estero

  • A quali scuole estere bisogna iscriversi per fare un anno all’estero riconosciuto?

Possono essere pubbliche, private, boarding schools. Non ci sono elenchi specifici. L’importante è che siano scuole autorizzate nel sistema scolastico del Paese di destinazione.

  • In che Paesi si può studiare?

In tutti i Paesi. La destinazione è a scelta dello studente. Se sei interessato a studiare in Canada, Regno Unito o Stati Uniti, richiedi un colloquio informativo o chiedi un preventivo senza impegno.

  • Quando si può partire?

Secondo le circolari MIUR ogni anno scolastico della scuola superiore va bene. Non è necessario aspettare il quarto anno per partire. E’ possibile iscriversi per massimo un anno scolastico, un semestre o un trimestre e poi rientrare in Italia nella propria scuola di partenza. Per chi desidera frequentare più di un anno scolastico e diplomarsi all’estero, questo è possibile senza limitazioni di durata.

  • Bisogna seguire le stesse materie all’estero per avere il riconoscimento? Bisogna frequentare lo stesso anno scolastico?

No, non è obbligatorio essere iscritti allo stesso anno scolastico all’estero e nemmeno frequentare le stesse materie o lo stesso tipo di scuola. Sarebbe infatti impossibile, perché ogni Paese ha un sistema scolastico diverso e gli indirizzi di studio non corrispondono al 100%.

NORMATIVE MIUR SULL’ANNO ALL’ESTERO

L’esperienza di anno scolastico all’estero è incoraggiata dal MIUR per il suo valore altamente formativo.

Ecco le più rilevanti Normative per il riconoscimento dell’anno scolastico all’estero, in ordine di pubblicazione fin dagli anni ’90:

  • Testo Unico sulla scuola n. 297/94, art. 192, che consente l’iscrizione in Italia di studenti che hanno studiato presso una scuola all’estero senza perdere l’anno, previa un’eventuale prova integrativa su alcune materie indicate dal Consiglio di Classe.
  • Circolare del Ministero dell’Istruzione n. 181 del 17/3/97, che sottolinea il valore dell’esperienza di studio all’estero e prevede che il Consiglio di Classe acquisisca dalla scuola straniera i risultati degli studi compiuti dagli studenti all’estero. Inoltre, è consentita la partecipazione anche agli alunni con debito formativo.
  • P.R. 323/98 e Circ. Min. 236/99, che chiarisce che la frequenza dell’anno scolastico all’estero comporta l’attribuzione di un credito formativo che viene stabilito a discrezione del Consiglio di classe, secondo precise disposizioni ministeriali.
  • Circolare ministeriale Nota Prot.843 del 2012, con la quale il Ministero ha concesso alle scuole ampia autonomia sulle modalità di reinserimento scolastico. Pertanto, prima di iniziare il periodo di studio all’estero, è consigliabile che lo studente chieda al proprio istituto scolastico quali siano i criteri adottati in merito, fermo restando la validità dell’anno all’estero e l’impossibilità di perdere l’anno in Italia.
  • Nota 3355 del 28 marzo 2017, che chiarisce il rapporto tra mobilità internazionale (anno scolastico all’estero) e alternanza-scuola lavoro.
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