La scorsa settimana ho dedicato un’intera giornata alla visita di Didacta Firenze 2026.
Per chi non la conoscesse ancora, Didacta è l’edizione italiana di Didacta International, ed è un evento fieristico e congressuale dedicato al mondo della scuola, alla formazione, all’innovazione, e a tutto l’ecosistema che ruota intorno alla scuola italiana.
Relatori e protagonisti di Didacta Firenze 2026: focus su orientamento e didattica
Oltre a stand degli Enti Istituzionali come lo stesso Ministero dell’Istruzione, erano presenti infatti espositori quali:
- enti di formazione quali ITS e Università
- case editrici per i diversi livelli scolastici
- aziende fornitrici di arredi scolastici, attrezzature scientifiche all’avanguardia
- enti di formazione per docenti e di supporto per presentazione e gestione progetti finanziati
- enti e associazioni che si occupano di didattica e di orientamento
- enti e associazioni che supportano le scuole e gli studenti con disturbi specifici di apprendimento
- scuole di inglese
Perché partecipare a Didacta Firenze 2026 come orientatrice ed educational consultant
Mi sono recata a Didacta proprio perché incuriosita dalla parte relativa all’orientamento, per capire in che modo se ne parli adesso nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, oltre al lavoro in corso a cura di ASNOR.
Per questo motivo, dal ricchissimo programma di eventi, seminari e talks, ho selezionato alcuni interventi da seguire nella mia giornata in fiera, dedicati all’orientamento e alle emozioni.
Didacta Firenze 2026: cosa mi aspettavo e cosa ho trovato su didattica e orientamento
Non avendola mai visitata prima, non avevo aspettative specifiche su Didacta se non di imparare qualcosa di nuovo e di essere esposta a punti di vista alternativi.
Mi aspettavo di poter seguire seminari e ricevere aggiornamenti su orientamento e scuola, e scambiare opinioni con insegnanti e orientatori scolastici, specialmente rispetto alle sfide di queste professioni in epoca di cambiamenti come quella attuale.
Didattica, emozioni e orientamento: riflessioni da un laboratorio a Didacta Firenze 2026
Il laboratorio/seminario più interessante per me- tra quelli che ho seguito- è stato quello del Gruppo Editoriale La Scuola, intitolato “Dalle Emozioni alle discipline: laboratorio per insegnare con intelligenza emotiva” a cura della prof.ssa Maria Pontani e della dott.ssa Mariagrazia Mari.
Si è discusso e c’è stato molto confronto sulle esperienze e le attività che è possibile svolgere con studenti di ogni età per aiutarli ad entrare in contatto con le proprie emozioni, anche quelle spiacevoli, nominarle, notarle, già con attività in classe dalle elementari.
Le attività pratiche sulle emozioni sono importantissime anche in orientamento, e questo ho avuto modo di sperimentarlo già da alcuni anni con i miei studenti.
A volte infatti le parole non bastano o non sono utili per descrivere dubbi, perplessità o progetti degli studenti.
E allora partire o ripartire da una ruota delle emozioni o da altri strumenti, durante la sessione aiuta a concentrarsi e trovare il coraggio di descrivere meglio quello che si prova, sia in colloquio che in generale pensando al progetto di studio all’estero a cui si sta pensando.
E’ ormai dimostrato che lavorare a scuola- già dalla più tenera età- sulla consapevolezza delle emozioni di studenti e studentesse aiuta a:
- affrontare le difficoltà della crescita in generale
- affrontare meglio le difficoltà dell’adolescenza
- creare maggiore coesione nel gruppo classe
- prevenire il bullismo a scuola
- ridurre assenze e dispersione scolastica
- ridurre i conflitti in classe e i conflitti studenti – insegnanti
- riduce il livello di cortisolo negli studenti e negli insegnanti
E questo è possibile non solo con laboratori separati con il supporto di coach o psicologi ma anche integrando nella regolare attività didattica piccoli momenti di consapevolezza condivisa, o una modalità di dialogo docente- studente incentrata all’ascolto senza giudizio.
Noi stessi abbiamo partecipato ad alcune attività nel corso del laboratorio, e non sempre- lo riconosco- è stato facile: sia perché eravamo tutti estranei l’uno all’altro, sia perché ognuno ha una propria storia e non sempre ha la giusta alfabetizzazione e consapevolezza delle proprie emozioni, specialmente quelle negative.
Eppure è un lavoro fondamentale, da fare in collaborazione con le famiglie come sistema di comunità educante, non lasciando la scuola come entità a sé stante.
Bullismo, adolescenza e resilienza: libri consigliati da Didacta Firenze 2026
Un altro interessante momento della mia giornata a Didacta è stato quello relativo alla presentazione di due libri:
“Abilità e Resilienza nella gestione dello stress” del dott. Antonello Chiacchio e il romanzo “Due anime. Legami che curano e cambiano la vita” della giovanissima Alice Canale.
La doppia presentazione è stato un modo per condividere insieme a docenti, psicologi e dirigenti scolastici tematiche di grande attualità per chi lavora con gli adolescenti e i loro genitori:
- il supporto e l’ascolto senza giudizio
- il ruolo dei gruppi di sostegno alla genitorialità come momento di confronto senza aiuto clinico
- come affrontare eventi familiari difficili, autolesionismo e bullismo durante l’adolescenza
- la resilienza
- l’amore incondizionato e l’accettazione
- la solitudine, la grande malattia del nostro tempo di cui si parla pochissimo per vergogna
Il romanzo di Alice Canale in particolare è proprio un raggio di luce e di speranza che spero sia molto utile – e diffuso nelle scuole- per pre-adolescenti e adolescenti, affinché possano vedere che c’è sempre speranza, anche negli eventi e momenti più difficili.
Dopo la presentazione dei due libri, abbiamo svolto un piccolo lavoro di brainstorming di gruppo sul concetto di legame, in particolare sull’importanza dei legami sani, che nutrono, del rispetto reciproco che apre a dialogo vero tra le persone, all’importanza dell’empatia e della compassione.
Per citare un interessante libro di Brené Brown sulla vergogna e la resilienza “Credevo fosse colpa mia (ma non era vero)”, è nell’accettazione delle proprie vulnerabilità che si costruisce la resilienza, ma al tempo stesso essa non viene da sola: dobbiamo assumercene le responsabilità, coltivarla, metterci alla prova.
Cosa ho imparato a Didacta Firenze 2026 su orientamento e didattica
Oltre alle riflessioni di cui ho già parlato prima, da Didacta sono andata via con un paio di osservazioni.
La prima, positiva, è che c’è un mondo che gira intorno alla scuola italiana, fatto di aziende, enti, associazioni, che ne rappresenta l’ecosistema sano, che cerca di innovarla dall’esterno e dall’interno.
Ho incontrato in queste attività insegnanti motivate e interessate ad imparare e aperte a cogliere nuove opportunità per seguire e supportare al meglio i propri studenti.
Verso una scuola italiana più al passo con i tempi: riflessioni finali
Infine, tra i diversi espositori, ho scoperto l’esistenza di realtà come MLOL, una biblioteca digitale per le scuole, con titoli adattabili e accessibili con audiolettura e per studenti con DSA, e un servizio di supporto agli insegnanti chiamato “Piccola farmacia della scuola”, formazione in pillole per insegnanti molto impegnati.
A girare per gli stand di Didacta, tra stampanti 3d, seminari sull’intelligenza artificiale, orientamento e didattica delle emozioni, ambienti didattici a misura di studente, laboratori scientifici all’avanguardia e cani robot, ho maturato una riflessione un po’ amara:
Se le scuole italiane avessero tutte accesso a finanziamenti e supporto senza dover perdere così tanto tempo a partecipare a bandi europei persino per comprare libri per la propria biblioteca, non sarebbe forse più necessario cercare migliori opportunità di studio all’estero, e io sarei lieta di cambiare lavoro.
Tutti gli studenti avrebbero già accesso alle opportunità educative che adesso sono riservate a pochi, a coloro che possono accedervi privatamente andando a studiare all’estero, e questo contribuirebbe enormemente al miglioramento del nostro Paese, dal punto di vista sociale ed economico.
COME SCEGLIERE LA FACOLTA' GIUSTA PER TE? PARLIAMONE
International Educational Consultant e Orientatore per percorsi di studio all'estero in scuole superiori e università e vacanze studio.
Aiutare gli studenti a trovare il percorso di studi all'estero più adatto alle loro aspirazioni è quello che amo del mio lavoro.
Non concordo con chi definisce i "giovani di oggi" in modo negativo. Dietro insicurezze, atteggiamenti baldanzosi o silenzi, si nascondono sogni, progetti e potenzialità tutte da scoprire.
I miei interessi spaziano dalle lingue straniere all'interculturalità, alle neuroscienze e la pedagogia, la didattica, la psicologia, il marketing, l'arte.
Il bello di questo lavoro è anche che tutto ciò che imparo in modo autonomo mi "aiuta ad aiutare" in modo più consapevole.
Su questo sito web e blog condivido idee e informazioni per le famiglie e gli studenti interessati a intraprendere un percorso di studio all'estero.