Un altro anno scolastico è terminato, anche per Diego Monterisi, che lo ha frequentato presso una boarding school inglese.

Diego è un ragazzo molto in gamba, motivatissimo e con le idee molto chiare rispetto alle sue scelte per il presente e per il suo futuro scolastico.

Ha trascorso l’anno scolastico 2021-22 all’estero presso il Rochester Independent College, nel Sud Inghilterra.

Per lui, è solo il primo di due anni scolastici che lo porteranno a completare il biennio di A Level e conseguire il diploma inglese.

Anno scolastico all'estero in college inglese

Perché Diego ha scelto il Rochester College per il suo diploma all’estero?

Al momento delle procedure di ammissione, io, Diego e i suoi genitori abbiamo fatto alcuni colloqui informativi e di orientamento, individuate le priorità per la sua esperienza scolastica all’estero, e valutato diversi college alternativi.

Alla fine, la scelta è caduta sul Rochester College, perché rispondeva ad alcune esigenze specifiche di Diego:

  • Offre materie A Level di suo interesse, prima tra tutte Business;
  • È ben collegato con gli aeroporti e con Londra città, il che gli ha permesso di tornare spesso a casa durante le vacanze scolastiche durante l’anno;
  • Ha una bella struttura scolastica, con classi moderne e laboratori attrezzati, numerose attività di approfondimento co-curriculare;
  • E, non ultimo.. ha alloggio con camere singole in residence…cosa piuttosto rara nei college all’estero!

Come è andato l’anno all’estero in boarding school di Diego?

Ho parlato con lui qualche mese fa, durante le vacanze Pasquali, quindi quasi al termine del suo primo anno scolastico all’estero.

Ho avuto spesso notizie di lui attraverso i suoi genitori durante l’anno, ma non avevo ancora avuto l’occasione di fare con Diego una chiacchierata più approfondita.

Ero curiosa di ascoltare da lui quali difficoltà ha dovuto affrontare nell’inserimento nella nuova scuola, e i suoi progetti per il futuro, e condividere la sua esperienza per aiutare altri studenti interessati a questo tipo di esperienza e i loro genitori.

Parlando con Diego, io stessa ho scoperto delle cose interessanti, a dimostrazione che non si finisce mai di imparare, anche dopo 17 anni come Educational Consultant!

Ecco la nostra chiacchierata!

Iniziamo dalla scelta delle materie scolastiche. Diego, ricordo che durante il primo mese di scuola in Inghilterra hai deciso di cambiare la combinazione di materie da studiare rispetto a quelle che avevamo selezionato all’iscrizione.

Come mai?

Ero partito dall’idea di studiare Business, Sociologia e Computer Science, oltre a Italiano, come A levels.

Dopo le prime lezioni mi sono reso conto che Sociologia e Computer Science non erano quello che pensavo e ho cambiato materie. Ho scelto quindi Media studies e Digital Media, e ho mantenuto Business e Italiano.

Business è come te lo aspettavi?

Business mi piace molto come materia. È il motivo per cui sono partito.

I primi mesi è stato difficile seguire le lezioni, perché ci sono tantissimi termini tecnici e parole in inglese che non conoscevo, e che si usano solo in questa materia. Ma ho recuperato.

I voti scolastici e le valutazioni e test funzionano come ti aspettavi? Hai avuto difficoltà?

I voti, cioè i grades, sono quelli sulle pagelle che la scuola prepara ogni metà trimestre, quindi ogni 6 settimane circa.

A differenza delle pagelle italiane, le pagelle inglesi hanno sia i voti che la spiegazione di come sto andando, dei progressi, di cosa potrei migliorare. 

i voti vengono dati in base sia ai test periodici che alla partecipazione in classe, ai compiti e i progetti pratici che dobbiamo fare e che ci vengono assegnati dagli insegnanti.

Studi tanto? Hai dovuto seguire lezioni di inglese in più?

All’inizio ho seguito il corso di inglese Ielts, ma dopo un po’ ho deciso di lasciarlo e lo riprenderò il prossimo anno, quando sarà il momento effettivamente di prepararmi per la certificazione Ielts per l’università.

Adesso, come primo anno all’estero, avrei dovuto seguire 8 ore in più a settimana di lezione, e sarebbe stato un po’pesante.

In generale, secondo le materie studio di più o di meno: Business ha più compiti, quindi studio di più. Digital Media e Media Studies sono materie pratiche, quindi ci sono esercitazioni al computer da fare più che teoria. In generale, studio molte meno ore al pomeriggio rispetto alla scuola italiana.
Non è solo perché seguo 4 materie A Level e non 8 come al liceo Italiano.

È perché è diverso il metodo di insegnamento inglese.

In che senso il metodo di insegnamento inglese è diverso da quello italiano?

Secondo me in Italia seguiamo troppe materie tutte insieme. E spesso non sono interessanti né come contenuto né come modo di insegnarle.

In Inghilterra è diverso: ho scelto io le materie che mi piacciono e che mi servono per l’università.

Le lezioni sono spiegazioni chiare, non ci viene detto di leggere tante pagine da soli a casa e capirle per conto nostro. L’insegnante le spiega in classe, anche con l’aiuto delle slides o degli schemi, quindi se prendi appunti bene devi solo ripassare il pomeriggio.

E poi gli insegnanti sono molto disponibili: se non capisci qualcosa, puoi chiedere che te lo rispieghino in un altro modo.

Se abbiamo bisogno di altri esercizi o spiegazioni mentre studiamo il pomeriggio, possiamo accedere alle risorse online della scuola, dove ci sono power point, dispense, quiz per esercitarci.

Come ti stai preparando agli esami finali di diploma, gli A Level, che farai il prossimo anno scolastico?

Già questo anno abbiamo fatto delle simulazioni dei test A Level, chiamate Mock Exams.

La cosa più difficile è stata capire con quale modalità rispondere al meglio alle questions e gestire il tempo. In poco tempo hai tante domande a cui rispondere.

Sono o test a risposta aperta con uno spazio di 16 righe, oppure short questions con 2-3 righe massimo per la risposta. In altri casi sono domande a risposta multipla. Le domande vertono su tutto il programma fatto di quella materia fino a quel momento.

Con la risposta aperta, il problema è capire cosa ti chiedono le domande, e poi imparare a fare un elenco puntato della scaletta degli argomenti, e scrivere velocemente in inglese corretto la risposta senza andare fuori tema. Hai pochi minuti per capire la domanda, pensare alla risposta da dare, scriverla, rileggere e passare all’altra domanda.

Questo vale per le materie come Italian e Business, nel mio caso e per tutte le materie teoriche.

Per materie come Digital Media non c’è un esame A Level ma i coursework da fare come attività pratica, che contano come valutazione finale.

L’altra difficoltà è che ogni test ha un massimo di punteggio che si può ottenere, e ogni domanda ha un tot di punteggio corrispondente, quindi bisogna gestire il tempo anche in base alle domande e ai punti che possono farti ottenere.

Serve un inglese molto alto per poter superare gli esami A Levels.

Tornando indietro ai tuoi primi mesi all’estero, hai avuto difficoltà di inserimento? Hai fatto facilmente amicizia?

Non ho avuto problemi di inserimento. Il college aveva organizzato due settimane di orientamento iniziale per i nuovi studenti come me. È stato molto utile per ambientarmi.

Le giornate in generale sono meno impegnative di come pensavo, perché ho meno materie di quelle italiane e meno ore di lezione al giorno.

Venerdi per me spesso è stato libero da lezioni, quindi mi sono riposato, ho fatto un po’ di sport, sono stato con gli amici.

Sei contento della scelta di questo college per il tuo diploma all’estero?

Tutto sommato si, sono soddisfatto.

L’unica cosa, che però già sapevo prima di partire, è che Rochester non è una boarding school tradizionale, quindi ci sono moltissime attività extra-scolastiche ma pochi sport intensivi rispetto alle boarding schools tradizionali.

Per me, che praticavo basket molte volte a settimana, è stato un cambiamento importante, perché sono passato a 1 volta a settimana di allenamento.

Però c’è la palestra, dove possiamo andare ogni giorno, e ci sono tante altre attività come corsi di arte e creativi, gite, gruppi di studio serali e tanto altro. Se uno studente non fa sport agonistico, questa scuola è perfetta: è ottima sia come studio, insegnanti, come attività da fare con gli altri studenti.

C’è anche la playstation, possiamo vedere i film, cucinare tra di noi se vogliamo. Poi ci sono tante attività organizzate nel fine settimana tipo: cinema, teatro, gite, e in 40 minuti di treno possiamo andare a Londra, o da solo o con gli altri compagni di scuola, se abbiamo il permesso dei nostri genitori.

Cosa ti è piaciuto di più di questo anno scolastico in college inglese?

La cosa più bella è che ci sono studenti internazionali di un sacco di altri Paesi, lingue e religioni diverse.

Questa è una grande opportunità anche per il nostro futuro: puoi fare amicizia con studenti che vivono in altri Stati, e sono conoscenze che possono essere utili anche per motivi di lavoro un domani.

E poi sono tutti simpatici, socievoli, sia gli studenti inglesi che gli studenti stranieri, di altre lingue, Paesi e religioni.

Per esempio, quest’anno eravamo in 6 come studenti italiani in tutta la scuola, ma non stavamo mai solo tra di noi, stavamo sempre con gli altri studenti, per parlare inglese, e per conoscere altre culture.

Cosa hai scoperto facendo amicizia con studenti di altri Paesi?

Ho scoperto un sacco di cose che non sapevo.

Per esempio ho scoperto che il Lussemburgo è il Paese più ricco al mondo.

Ora so un sacco di cose nuove su abitudini e religioni degli altri studenti, che vengono dagli Emirati Arabi, o dalla Thailandia, dal Giappone, dalla Corea, dalla Russia.

Hai pensato all’idea di rientrare in Italia per il tuo quinto anno e il diploma?

No no, assolutamente no.

Per studiare e lavorare nel mondo degli affari bisogna studiare nei Paesi anglosassoni.

Per i miei progetti per l’università, non ha senso per me tornare in Italia e prendere il diploma italiano. Dopo il diploma A Level voglio continuare a studiare Business all’università, magari negli Stati Uniti, quindi per me è meglio rimanere in Inghilterra per il mio ultimo anno di liceo.

Il college ci sta aiutando in questo: abbiamo già iniziato a parlare con i tutor dei nostri progetti universitari, di come prepararci alle ammissioni ai college universitari e delle domande di ammissione.

A chi consiglieresti di andare a studiare nel Regno Unito? O addirittura di diplomarsi lì?

Secondo me se uno studente è contento del programma di studi italiano, va bene, e può rimanere in Italia.

Ma se ha già le idee chiare su cosa vuole studiare, e vuole iniziare a prepararsi per l’università all’estero, allora deve andare all’estero per il diploma.
Il sistema scolastico inglese mi piace perché si possono scegliere le materie che piacciono, ti ci puoi dedicare bene.

Inoltre come tipo di mentalità sei motivato a diventare più indipendente, a crescere mentalmente anche senza la tua famiglia e i tuoi amici vicini.

Come ti ha cambiato questo anno all’estero di scuola superiore?

Fare questa esperienza all’estero stravolge completamente la tua vita, e non tutti hanno la forza di farlo: non è facile lasciare la tua vita passata.

Per me, ormai ha cambiato la mia vita, e non posso più tornare alla mia quotidianità in Italia se non in vacanza per qualche giorno.

Le amicizie italiane rimangono, ci vediamo per uscire e divertirci quando sono in Italia durante le vacanze, ma la mia vita è ora completamente diversa, come abitudini e mentalità.

Sei soddisfatto della tua esperienza?

Si, sono molto contento di aver fatto questa scelta. Siccome ero già stato all’estero per delle vacanze studio non è stato difficile adattarmi a una nuova scuola o a stare lontano da casa.

Però conosco tanti miei coetanei che non potrebbero farlo, non sarebbe facile per loro. Certo, tornare in Italia ogni fine trimestre scolastico mi ha aiutato, specialmente all’inizio.

Tornando indietro, rifaresti questa esperienza?

Si, sicuramente si, lo rifarei.

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Antonella Crisafulli
Antonella Crisafulli

International Educational Consultant e Orientatore per percorsi di studio all’estero in scuole superiori e università e vacanze studio.
Aiutare gli studenti a trovare il percorso di studi all’estero più adatto alle loro aspirazioni è quello che amo del mio lavoro.
Non concordo con chi definisce i “giovani di oggi” in modo negativo. Dietro insicurezze, atteggiamenti baldanzosi o silenzi, si nascondono sogni, progetti e potenzialità tutte da scoprire.
I miei interessi spaziano dalle lingue straniere all’interculturalità, alle neuroscienze e la pedagogia, la didattica, la psicologia, il marketing, l’arte.
Il bello di questo lavoro è anche che tutto ciò che imparo in modo autonomo mi “aiuta ad aiutare” in modo più consapevole.
Su questo sito web e blog condivido idee e informazioni per le famiglie e gli studenti interessati a intraprendere un percorso di studio all’estero.

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